mascherina covid19mascherina covid19

Questa volta è Science Direct (https://www.sciencedirect.com/) a intervenire sulla mascherine.
E lo fa con la pubblicazione di uno studio, eseguito dalla Swansea University, abbastanza preoccupante (e preoccupato) circa “il rilascio di micro e nanoparticelle e inquinanti chimici dalle mascherine monouso legate alla pandemia di COVID-19“:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0043135421002311

Traduciamo l’abstract.

La produzione di maschere facciali in plastica monouso (DPF) nella sola Cina ha raggiunto circa 200 milioni al giorno, in uno sforzo globale per contrastare la diffusione del nuovo virus SARS-CoV-2. Tuttavia, lo smaltimento improprio e non regolamentato di questi DPF è stato e continuerà ad intensificare il problema dell’inquinamento da plastica che stiamo già affrontando.
Questo studio si concentra sul rilascio di sostanze inquinanti da 7 marchi di DPF che sono stati immersi nell’acqua per simulare le condizioni ambientali che i DPF dovrebbero affrontare se gettati per strada. I percolati DPF sono stati filtrati da membrane inorganiche; sia le membrane organiche depositate da particelle che i filtrati sono stati caratterizzati utilizzando tecniche come FTIR, SEM-EDX, microscopio ottico, ICP-MS e LC-MS. Tutti i DPF testati hanno rilasciato fibre polimeriche, particelle, frammenti silicei micro e nano, sostanze chimiche inorganiche e organiche. Sono state rilevate tracce di metalli pesanti (ossia piombo fino a 6,79 µg/L) in associazione con frammenti contenenti silicio. ICP-MS ha anche confermato la presenza di altri metalli lisciviabili come cadmio (fino a 1,92 µg/L), antimonio (fino a 393 µg/L) e rame (fino a 4,17 µg/L). L’analisi LC-MS ha identificato specie organiche lisciviabili polari correlate ad additivi e contaminanti plastici; poliammide-66 monomero e oligomeri (sintesi di nylon-66), molecole di tensioattivo, molecole simili a coloranti e polietilenglicole sono stati tutti provvisoriamente identificati nel percolato. La tossicità di alcune delle sostanze chimiche trovate e i rischi postulati del resto delle particelle e molecole presenti, solleva la questione se i DPF siano sicuri per l’uso quotidiano e quali conseguenze ci si debbano aspettare dopo il loro smaltimento nell’ambiente.

In pratica hanno fatto uno studio per vedere quanto queste mascherine inquinassero l’ambiente, ma durante lo studio si sono accorti che, viste le sostanze pericolose che rilasciano, questi strumenti  potrebbero essere pericolosi per l’utilizzo umano.

 

alessandro stella

Di Alessandro Stella

Dottore magistrale in Informatica, docente presso le scuole superiori fino a quando non gli è stato proposto il noto ricatto: "o ti vaccini o te ne vai". Se ne è andato.

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